Nel testo originale, sono designati come soli ingredienti utilizzabili nella produzione della birra l'acqua, l'orzo
e il luppolo. La legge fissa inoltre il prezzo della birra a 1-2 Pfennig per Maß (un'unità di volume bavarese
pari a 1.069 litri). Il Reinheitsgebot non è più incluso tra le leggi tedesche; al suo posto c'è la "Legge provvisoria
sulla birra tedesca", (Vorläufiges deutsches Biergesetz), che permette alcuni ingredienti proibiti nel Reinheitsgebot,
come il malto di frumento e lo zucchero di canna, ma che non permette più l'utilizzo di orzo non maltato.
Si noti come nel testo originale non sia menzionato il lievito. Non fu che nei primi anni dell'Ottocento che Louis Pasteur
scoprì il ruolo dei microorganismi nel processo di fermentazione, quindi il lievito non era riconosciuto come ingrediente
della birra. I mastri birrai in genere raccoglievano il "fondo" di una fermentazione precedente per aggiungerlo a quella
successiva: tale sedimento conteneva di solito i microorganismi necessari per attivare il processo. Se non ve ne era di
disponibile, venivano preparate più tinozze e abitualmente il lievito "compariva da sé". Il luppolo era aggiunto alla
birra come conservante, e la sua menzione nel Reinheitsgebot indica la volontà di prevenire i metodi di conservazione
scadenti usati prima del suo utilizzo. I birrai medioevali avevano usato molti ingredienti problematici per la conservazione
della birra tra cui, per esempio, la fuliggine e l'amanita muscaria. Più comunemente venivano utilizzate altre erbe come
l'ortica, "imparentata" con il luppolo. Nel Reinheitsgebot sono inserite anche le sanzioni per la produzione di birra
non conforme: al birraio che utilizza altri ingredienti possono essere confiscate senza alcun indennizzo le botti per cui
sussista il dubbio.
Le birrerie tedesche sono molto orgogliose del Reinheitsgebot e molte (anche quelle che utilizzano il malto di frumento!)
asseriscono di conformarvisi. Si tratta quindi più di un espediente commerciale piuttosto che della realtà dei fatti.